
Dream- Il nero come spazio dell’immaginazione
Il filo che lega i tre mondi è quello della percezione.
La collezione DREAM si apre con una gonna che rende omaggio all’universo di Yayoi Kusama traducendo nel linguaggio della moda l’immaginario dell’artista giapponese .
La superficie tessile un territorio di segni, ripetizioni e contrasti visivi, in cui il motivo decorativo supera la funzione ornamentale per diventare esperienza percettiva. Come nell’opera di Kusama, la ripetizione del segno dilata la forma e ne mette in discussione i confini, trasformando il capo in una superficie sospesa tra moda e arte.A questo si collega Avant – Garde.
Una fragranza in cui cuoio, iris, foglia di violetta e semi di carota incontrano sandalo, muschio e cedro regalando una composizione decisamente anticonvenzionale.
Il terzo elemento della connessione è Tadao Ando: Light and Space, volume che raccoglie ventotto progetti dell’architetto giapponese fotografati da Richard Pare e indaga il rapporto essenziale tra luce, volume, materia e spazio.

Black- Il nero come atmosfera dark
Nel mondo dark la connessione passa attraverso il concetto di atmosfera e sguardo.
La linea BLACK porta in scena uno spolverino nero dalla silhouette lunga e rigorosa, espressione di un’eleganza urbana, enigmatica e quasi futuristica. Il capo avvolge il corpo e ne ridisegna la figura attraverso una verticalità netta, essenziale, amplificata dal movimento.
È il nero della notte metropolitana, delle ombre e delle superfici lucide, di un immaginario underground in cui il confine tra reale e irreale sembra progressivamente dissolversi.
La controparte olfattiva è rappresentata da Noir Encens di MAD et LEN, una composizione costruita intorno all’olibano, scaldato da ambra, amaretto e fava tonka. L’incenso restituisce profondità, mentre le note più morbide introducono una sfumatura avvolgente.
Mentre François Truffaut con Il cinema secondo me, raccolta degli articoli di critica cinematografica scritti dal regista negli anni Cinquanta rappresenta lo sguardo di uno dei protagonisti della Nouvelle Vague sui film discussi e contestati prima del suo passaggio dietro la macchina da presa.

Couture – Il nero come seduzione
Trame di connessione rappresentate dall’allure…
.Il nero o incontra la ricchezza della materia in un capo poliedrico, COUTURE. Una giacca in damasco nero, nel quale il disegno non viene semplicemente applicato alla superficie, ma nasce direttamente dalla costruzione dell’intreccio. La trama lavorata intercetta la luce e rivela il disegno solo attraverso il contrasto tra luce e oscurità. Il colore apparentemente assoluto si scopre così sfaccettato , sensuale, mutevole.
Tsubaki di Miya Shinma, eau de parfum dedicata alla camelia giapponese. è una composizione contemporanea nella quale lo zafferano introduce un cuore di camelia tsubaki e gelsomino, sostenuto dalla profondità di patchouli, oud e muschio. Un’intensità segreta racchiusa nel fiore, costruita sul chiaroscuro tra delicatezza floreale e densità del legno.
Il libro è Diana Vreeland, Allure . La leggendaria fashion editor compone, tra fotografie di moda, celebrità e arte. Una riflessione personale su quella qualità difficile da definire chiamata allure. Non semplice bellezza, ma capacità di lasciare una presenza e una memoria.

Recercle – il nero come territorio di rinascita
Dal nero nasce la luce. Al capo RECERCLE è associato Mandarine Bonheur di Farina , extrait che celebra la vitalità mediterranea attraverso tre diverse espressioni del mandarino – verde, giallo e rosso – raccolte in differenti stadi di maturazione. Il cuore unisce petitgrain, neroli e fiore di lavanda, mentre ambra e legno di cedro danno struttura alla composizione.
Ma il legame trova un punto di incontro nella visione circolare della materia . Nell’universo Farina, infatti, ciò che resta del processo creativo non è necessariamente destinato a diventare scarto. Le materie prime vengono recuperate e rielaborate, entrando in un circolo infinito di trasformazione e riutilizzo.
Una filosofia che interpreta la sostenibilità come capacità di immaginare una nuova vita per la materia.
È questa idea di rigenerazione a costruire il ponte con il Manifesto del Terzo Paesaggio di Gilles Clément. Ciò che apparentemente ha concluso la propria funzione può diventare il punto di partenza di un nuovo processo . Come gli spazi residuali e abbandonati osservati da Clément si trasformano spontaneamente in territori fertili per la biodiversità, così la materia recuperata può essere rimessa in circolo e acquisire un nuovo significato.

Arabesque – il nero come memoria
La rosa è il segno comune, ma è soprattutto ciò che non si lascia esaurire da un solo significato.
ARABESQUE è una sontuosa gonna con rose applicate, dove il motivo floreale emerge dal nero trasformandosi in segno, ornamento e racconto.La rosa diventa reale e olfattiva in Lhasa Rose 1924 di Hima Jomo, fragranza ispirata all’impresa dell’esploratrice francese Alexandra David -Néel e al suo viaggio verso la città allora proibita di Lhasa.
Rosa Centifolia e rosa Damascena incontrano incenso e ambra grigia, precedute da bergamotto, geranio e pepe rosa e adagiate su un fondo di sandalo indiano, oud e muschio. La qui è interpretata come un fiore attraversato da spiritualità, viaggio e mistero.
A chiudere simbolicamente la trama è Umberto Eco con Il nome della rosa: un romanzo nel quale indagine, sapere, segni, libri e mistero si sovrappongono all’interno della biblioteca.
Stefania Lupi




