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Dagli e-commerce agli psicologi

 

Web: come trasformare i pericoli in occasioni

Tutto nacque tre giorni dopo un’Epifania

L’Epifania tutte le feste porta via.  Si sa, questo detto è utilizzato per descrivere quella malinconia che penetra alle porte dell’inverno subito dopo quelle due settimane di euforia che intercorrono tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio.

Nel 2007, però, per gli appassionati di tecnologia, quella della Befana non è stata davvero l’ultima festa. Infatti, appena tre giorni dopo aver ricevuto la calza, i tech-lovers stavano guardando l’evento che più ha influenzato gli ultimi 15 anni.

Steve Jobs presentava al mondo il primo iPhone, cambiando radicalmente il modo di intendere il telefono cellulare. Non più un dispositivo con il quale solo chiamare e inviare messaggi, bensì un dispositivo intelligente (“smart”) capace di navigare facilmente su internet, scattare foto ad alta risoluzione ed in grado di installare applicazioni, delle più disparate. Soprattutto, in anticipo rispetto a tutti, l’iPhone non aveva come i concorrenti una tastiera di plastica, possedeva invece il touch screen.

Una rivoluzione radicale, sia per il mondo della tecnologia che per lo stile di vita di tutte le persone. Da allora, sono cambiate le relazioni personali ed interpersonali, nonché il modo di apprendere e di conoscere, fino ad arrivare direttamente al nostro lifestyle e modo di essere.

I contenuti diventano un modo per farsi trovare

Con lo smartphone abbiamo a disposizione un contenitore unico di informazioni sintetizzato da un motore di ricerca, per mezzo del quale, ogni nostro fugace dubbio è risolto nel giro di qualche secondo. Sul web troviamo praticamente ogni genere di informazione e blog, che sia un blog di sport, un blog di casinò o un database di ricette o semplicemente un video di bricolage trovato sui social. Il rapporto con l’informazione è notevolmente cambiato, con le tirature dei quotidiani diminuite e con le interazioni verso i post su blog e social aumentate. La gente cerca informazioni e pareri non solo tra i contatti, ma anche dall’esperto (o presunto tale).

Hai un’azienda specializzata in un prodotto o in un servizio in particolare?
Sei davvero molto competente di botanica oppure calcio o che ne so, di alimentazione?
Hai mai pensato all’idea di farti trovare dai clienti tramite un blog ben ottimizzato SEO o tramite sponsorizzate su Google?
Specie per alcuni settori, queste domande vanno poste a se stessi! Ma soprattutto, se non si dispone di grandi budget, potrebbe essere il caso di puntare su delle nicchie di mercato in fase di lancio. A proposito di nicchie in fase di lancio…

Parola magica: VINTAGE

Prima che nascesse lo smartphone, le invenzioni della fotocamera e della videocamera sono state di enorme importanza per il XX Secolo.
Praticamente, il Novecento è stato il primo secolo ad essere stato documentato quasi per intero, nonché il primo a poter essere “rivissuto” attraverso le foto e i video.
Non è un caso quindi che negli ultimi anni sia spopolata la moda vintage, ovvero quei capi d’abbigliamento vecchi almeno di 20 anni, simboli comunque della propria epoca.
Tantissimi giovani, rivedendo le foto, i video e i film girati a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta dello scorso secolo, hanno riportato in auge i vecchi jeans a zampa di elefante e gli occhiali da sole grandi e tondi.
Con l’esplosione di questa moda e la rinnovata sensibilità verso l’ecologia e l’ecosostenibilità, ad oggi, è addirittura possibile scegliere di farsi un viaggio a toni vintage e scegliere tra le città con piú negozi di vestiti dell’usato nel mondo.

Le primatiste di questa speciale classifica? Los Angeles e New York.

Il vintage ha trovato enorme spazio anche nel mondo audiovisivo: si pensi ad esempio al ritorno in auge del vinile e dei giradischi, strumenti che sembravano belli e andati già all’inizio degli anni Novanta.
Nel mondo dei videogiochi, il vintage è rappresentato dall’esperienza di un gioco del passato rivisto con strumenti e configurazioni contemporanei.

Dall’e-commerce alla differenza tra B2B e B2C

Nell’era degli smartphone, il mondo delle aziende ha subito numerosi ed importanti cambiamenti. Infatti, i consumatori, con Internet a portata di mano, cambiano frequentemente abitudini e sono molto più dispersivi e frenetici.
Le aziende si sono dovute adattare e tuttora si adattano a questi fenomeni. Tra l’altro, è imprescindibile ormai avere la propria attività commerciale sul web, che sia la pagina della propria azienda su un social, un blog o un E-Commerce: al giorno d’oggi, chi vuole fare impresa deve avere un’immagine sia a livello fisico che a livello virtuale.
In Italia, quasi il 65% delle aziende ha il suo sito web, molto spesso usato solo come vetrina e listino prezzi.
Durante la pandemia, comunque, c’è stata una netta sferzata a favore dell’E-Commerce, considerato soprattutto che i negozi fisici restavano chiusi o erano comunque alle prese con grosse limitazioni. L’E-Commerce, anche detto commercio elettronico, non è altro che l’insieme delle transazioni di beni e servizi tra produttore e consumatore, realizzate solo ed unicamente su Internet.
Esistono diversi tipi di E-Commerce, i principali sono B2B (Business to Business) e B2C (Business to Consumer).
Il primo si rivolge allo scambio di beni o servizi tra le stesse aziende, mentre con il secondo si indicano tutti i processi che intercorrono tra venditore ed acquirente. Questa è la strada tracciata per il futuro per chiunque abbia intenzione di fare impresa, estremamente diversa da come la si faceva e immaginava 15 anni fa, prima che Steve Jobs col suo dolcevita nero presentasse l’apparecchio, che probabilmente, più di tutti, ha influenzato la storia dell’umanità.

Dal boom degli e-commerce al boom degli psicologi

L’essere umano, da sempre, ha posto alla base della sua sopravvivenza le relazioni familiari e sociali: queste avvengono tramite lo scambio di informazioni personali che portano poi a relazioni di fiducia e cooperazione.
A proposito di vintage, vi ricordate il titolo di quel film “Chi trova un amico, trova un tesoro”?
Da quando i primi smartphone hanno cominciato a circolare e da quando la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è sbarcata sui social network, lo scambio delle informazioni personali è sensibilmente aumentato.
Si sa un po’ tutto di tutti: si conosce la palestra che frequentano alcuni dei nostri follower, si sa se qualcuno è single o impegnato, si può sapere perfino in tempo reale ciò che qualcuno sta mangiando.
Allo stesso tempo, questo continuo scambio e questa ricerca continua di nuove relazioni possono portare una persona ad avere quasi due personalità: una sul Web e l’altra nella vita reale, entrambe anche diametralmente opposte.
Occorre quindi trovare un giusto compromesso tra la propria vita on line e quella off line, anche perché lo sbilanciamento a favore dell’uno o dell’altra potrebbe portare anche a problemi di salute.
Una delle tracce degli esami di maturità 2022 è stata dedicata proprio alla doppia personalità (on line / off line); non sembra un caso che a partire dal 2020 siano aumentate le richieste di appuntamento per gli psicologi.
Probabilmente perché, ad oggi, l’essere umano ha bisogno di risettarsi per un contesto economico, politico e sociale, a cui istintivamente, più che piegarsi, vuole adattarsi.

Prima di scrivere qualcosa sui social, dovresti farti solo una domanda: “Se dicessi questa frase al bar, qualcuno mi riempirebbe di schiaffi? Se la risposta è no, scrivila. Se la risposta è sì, vai a dirla al bar e posta il video”. Cit.

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